Oltre le gru

Oltre le gru

Pedaliamo verso l’Aquila atrraversando paesini arroccati sulle colline, greggi di pecore, salite lunghe ma piacevoli e scorci di montagne verdi con le cime ancora innevate: si, stiamo proprio entrando in Abruzzo. Quando ci telefonano gli amici di Viva la radio @Rtl mentre scolliniamo guardando il Gran Sasso, l’occhio cade inevitabilmente sulle numerose gru che la sorvolano la città e che, a distanza di 7 anni dal terremoto, lasciano perplessi  e fanno pensare: ma non sono appunto passati 7 anni?

Conosciamo subito Roberto, Daniel e Giulia. Ci raccontano di quanto il terremoto abbia inevitabilmente cambiato la vita di tutta la vallata, di quanto per tanti anni non sia successo niente, di quante siano le incognite legate alle giovani generazioni cresciute con un centro commerciale come riferimento (e senza un centro storico) e di quanto poche siano  ancora le persone tornate a vivere in città. Percorriamo con loro su e giù praticamente tutto il centro storico ed effettivamente non si possono evitare l’odore di calcestruzzo e di polvere, gli onnipresenti ponteggi di ferro e la solitudine che si prova nelle vie non ancora toccate dalla ricostruzione.

Se però è vero che una casa non la fanno i muri e i mobili quanto le persone che la vivono, quelle che abbiamo conosciuto ci confermano che l’Aquila è una casa unita e forte. Una casa che ha subito un trauma enorme ma che ha una voglia matta di andare avanti.

Dai bellissimi palazzi ricostruiti infatti, dalle attività commerciali che stanno (ri)aprendo e sopratutto dalla gente che nei weekend riempie il Corso, si può vedere come tra qualche anno la città diventerà un gioiello completamente restaurato, sicuro e con tecnologie all’avanguardia.

Oltre le macerie di un evento catastrofico, oltre i ponteggi e oltre la polvere, nel nostro passaggio a l’Aquila abbiamo trovato il lavoro di tante persone che si stanno costruendo un nuovo futuro, persone positive, ospitali, con tanta voglia di fare. Persone per le quali, pensando a quello che hanno passato e pensando alla forza con cui stanno lavorando, proviamo tanta ammirazione e rispetto. Auguriamo quindi con tutto il cuore agli Aquilani e a tutte le persone colpite dal terremoto di terminare una ricostruzione veloce e completa e di iniziare una nuova normalità, migliore della precedente. In bocca al lupo!

Beyond the cranes

Cycling towards l’Aquila we realize we are entering Abruzzo: green hills and sheeps everywhere, snow on the peaks of the mountains and small beautiful villages. Approaching the city center we can’t miss tens of cranes above the roofs thinking: my God, it has been 7 years since that terrible earthquake!

Luckily we directly meet Roberto, Daniel and Giulia. They tell us about how that day has changed the life of the whole valley and how few people have returned to their house in the city center. We walk through the smell of concrete, steel scaffolds and empty roads (the ones which have not been rebuilt yet)

But if it’s true that a home is not made by walls and furniture but by those who live in it, the people we met have shown us that l’Aquila is a strong house, working hard for a new future.

Looking at those beautiful rebuilt buildings, at those bars, shops, restaurants which are re-opening again and especially looking at those thousand of locals walking in the main roads in the weekends you can feel how this place will become a safe, entirely rebuilt and beautiful town.

Beyond the ruins of a catastrophy and beyond the dust and the cranes, we found many positive, strong and hospitable people. We wish to all the people involved in the 2009 earthquake for a fast and complete rebuild and for a great and happy future. Good luck!

“Gridarono tutti insieme: Facciamo una città così bella che nessun’altra nel regno le si possa paragonare”

Buccio di Ranallo

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